domenica 29 marzo 2020

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venerdì 27 marzo 2020

DICHIARAZIONI SHOCK DI PRODI

AMATO CONFESSA: ECCO COME VI ABBIAMO PORTATO NELL'EURO! FOLLIA PURA!

Allucinante confessione di Giuliano Amato, deposta come se si trattasse di una marachella qualunque e non della vita di milioni di persone: sapevano, li avevano avvisati, avevano previsto tutto ma andarono avanti lo stesso! Portarono questo paese nell’euro pur consapevoli che difficilmente avrebbe funzionato. Ma non è una lezione di storia, non è il racconto della decadenza del Sacro Romano Impero. E’ qualcosa che sta succedendo adesso, qui. Andrebbe raccontato con ben altro sentimento di contrizione, non con questa nonchalance. Hanno giocato. Hanno perso, ma il debito di morte dobbiamo pagarlo noi. Siamo alla follia! Ecco le sue allucinanti parole.

“Noi abbiamo fatto una moneta senza stato. Noi abbiamo avuto la faustiana pretesa di riuscire a gestire una moneta senza metterla sotto l’ombrello di un potere caratterizzato da quei mezzi e da quei modi che sono propri dello Stato e che avevano sempre fatto ritenere che fossero le ragioni della forza, e poi della credibilità che ciascuna moneta ha.

Eravamo pazzi? Qualche esperimento nella storia c’era stato di monete senza Stato, di monete comuni, di unioni monetarie, ma per la verità non erano stati molto fortunati. Perché noi, quando ci siamo dotati di una moneta unica, abbiamo pensato che potevamo riuscirci in termini di Unione, e non facendo lo Stato europeo? Avevamo già costruito un mercato economico comune fortemente integrato. Più o meno avevamo un assetto istituzionale che non era quello di uno Stato ma certo era qualcosa di molto più robusto di quello che usualmente c’è a questo mondo: la comunità europea, l’Unione Europea, col suo Parlamento, la sua Commissione, i suoi Consigli. Abbiamo anche previsto di avere una banca centrale.

Però, sapete com’è, abbiamo deciso che trasferire a livello europeo quei poteri di sovranità economica che sono legati alla moneta era troppo più di quanto ciascuno degli stati membri fosse disposto a fare. E allora ci siamo convinti, e abbiamo cercato di convincere il mondo, che sarebbe bastato coordinare le nostre politiche nazionali per avere quella zona, quella convergenza economica, quegli equilibri economici-fiscali interni all’Unione Europea che servono a dare forza reale alla moneta.

Non tutti ci hanno creduto. Molti economisti, specie americani, ci hanno detto allora:

Guardate che non ci riuscirete! Non vi funzionerà! Se vi succede qualche problema che magari investe uno solo dei vostri paesi, non avrete gli strumenti centrali che per esempio noi negli Stati Uniti abbiamo, che può intervenire il governo centrale, riequilibrare con la finanza nazionale le difficoltà delle finanze locali. La vostra banca centrale, se non è la banca centrale di uno Stato, non può assolvere alla stessa funzione cui assolve la banca centrale di uno Stato, che quando lo Stato lo decide diventa il pagatore senza limiti di ultima istanza.

In realtà noi non abbiamo voluto credere a questi argomenti. Abbiamo avuto fiducia nella nostra capacità di autocoordinarci e abbiamo addirittura stabilito dei vincoli nei nostri trattati che impedissero di aiutare chi era in difficoltà. E abbiamo previsto che l’Unione Europea non assuma la responsabilità degli impegni degli Stati; che la Banca Centrale non possa comprare direttamente i titoli pubblici dei singoli Stati; che non ci possano essere facilitazioni creditizie o finanziarie per i singoli Stati. Insomma: moneta unica dell’Eurozona, ma ciascuno deve essere in grado di provvedere a se stesso.

Era davvero difficile che funzionasse, e ne abbiamo visto tutti i problemi.”


 

AVREI POTUTO ANCHE ACCONTENTARMI, MA E' COSI' CHE SI DIVENTA INFELICI! di Daniela Zini



Diceva Bukowski:
“Avrei potuto anche accontentarmi, ma è così che si diventa infelici.”
E, invece, oggi, chi non si accontenta è un “signor no” o peggio ancora un “odiatore”.
Il “non c’è un’alternativa” è divenuto una fede.
Ci affidiamo a chi ci giura che potrebbe solo andare peggio.
E, così, siamo in un Paese in cui ci berremo qualche marchetta televisiva come storico primo passo di qualche riforma per poi dirci che insomma “Questo c’è, per ora!”.
Strano zibaldone la Vita!
I nuovi che invecchiano appena arrivano al comando e da nuovi diventano i migliori prosecutori degli altri.
E, poi, loro, i nuovi, dopo avere concimato l’illusione del cambiamento, ci dicono che basta, che non è più ora di progettare, è ora di fare.
Meglio: di lasciarli fare!
Una delle poche cose che ho imparato e mi sono appuntata un po’ ovunque è di diffidare di chi ci dice che “Non c’è alternativa!”.
Perché di solito, lui, quello che cerca di convincerci, la conosce già e ha, anche, appreso ad averne paura.
Buon fine settimana a tutti!
Quanto a me, ne approfitterò per staccare la spina del notebook...
Respirare aria pulita a pieni polmoni...
E liberare le tossine che intossicano la Mente e il Cuore...
Quando il dolore degli Altri supera il tuo!  
Anche questa è una forma di contagio che faceva dire a Walt Whitman:
“Non chiedo alla persona ferita come si sente, io stesso divento la persona ferita.”
Un abbraccio corale…

Daniela Zini

SBAGLIARE E’ UN DIFETTO COMUNE, CHIEDERE SCUSA E’ UNA VIRTU’ DI POCHI! di Daniela Zini

SBAGLIARE E’ UN DIFETTO COMUNE,
CHIEDERE SCUSA E’ UNA VIRTU’ DI POCHI!
 


DAGOSBAGLIA – IERI ABBIAMO FATTO UN FLASH SULLA POSITIVITA’ DI BORRELLI. OGGI LA PROTEZIONE CIVILE PRECISA CHE RIMANE IN CASA PERCHÉ HA ‘‘SINTOMI INFLUENZALI’’ MA È NEGATIVO AL TAMPONE DEL CORONAVIRUS. AVEVAMO RICEVUTO LA NOTIZIA DA UNA FONTE CHE RITENEVAMO ATTENDIBILE. CI SCUSIAMO CON BORRELLI E CON I LETTORI.
26 MARZO 2020, ORE 13.28


“Scusa” è una di quelle paroline magiche – così le chiamava mia Nonna! – che insieme ad altre come “permesso?”, “grazie”, “prego”, “per favore”, “buongiorno” e “buonanotte”, erano nei tempi passati parte delle cosiddette “buone maniere”, vale a dire quelle norme-galateo del vivere sociale che venivano impartite ai Bambini in Famiglia e a Scuola.
Vi sono persone che chiedono scusa su Whatsapp o pubblicano le proprie scuse sui Social Networks… e, così, perdono meravigliose opportunità di apprendere e migliorare.
A volte gli errori, non sono altro che portoni verso la scoperta...
La Scienza è piena di incredibili serendipità!
Chiedere scusa è ammettere di avere sbagliato, di essere inclini alla possibilità di errore, di essere responsabili delle proprie azioni, di essere consapevoli che, sbagliando, possiamo danneggiare Altri…
In soldoni, è ammettere di essere umani.
E ho apprezzato l’intervento in aula del 25 marzo scorso della capogruppo di Italia Viva alla Camera dei Deputati, Maria Elena Boschi:

“Non basta ringraziare i nostri medici, infermieri, farmacisti. Dobbiamo anche chiedere scusa. Non so di chi è la responsabilità dei ritardi nel garantire i presidi per la sicurezza personale, mascherine e guanti, ci sarà il tempo in cui saranno verificati i responsabili ma oggi dobbiamo chiedere scusa se lavorano in quelle condizioni”.
 
Daniela Zini

giovedì 26 marzo 2020

E, ANCHE OGGI, NON HO PAROLE, MA SOLO PAROLACCE… di Daniela Zini


E, ANCHE OGGI, NON HO PAROLE,
MA SOLO PAROLACCE…



QUANDO IO LEGGO CHE GUIDO BERTOLASO, EX-CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE, E ANGELO BORRELLI, ATTUALE CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE, SONO STATI CONTAGIATI, IO MI PREOCCUPO E NON POCO, PERCHE’ MI CHIEDO COME SIA POSSIBILE CHE PROPRIO LORO SI SIANO CONTAGIATI, DAL MOMENTO CHE SONO LORO A DARCI INDICAZIONI SUL COME GESTIRE L’EMERGENZA E NESSUNO PIU’ DI LORO E’ IN GRADO DI METTERLE IN ATTO QUESTE INDICAZIONI, PROTEGGENDO, IN TAL MODO, SE STESSI E GLI ALTRI.


DAGOSBAGLIA - IERI ABBIAMO FATTO UN FLASH SULLA POSITIVITA’ DI BORRELLI. OGGI LA PROTEZIONE CIVILE PRECISA CHE RIMANE IN CASA PERCHÉ HA ‘‘SINTOMI INFLUENZALI’’ MA È NEGATIVO AL TAMPONE DEL CORONAVIRUS. AVEVAMO RICEVUTO LA NOTIZIA DA UNA FONTE CHE RITENEVAMO ATTENDIBILE. CI SCUSIAMO CON BORRELLI E CON I LETTORI
26 MARZO 2020, ORE 13.28

E, ALLORA, PENSO A UNA SQUALLIDA ESIBIZIONE DATA IN PASTO AGLI ITALIANI, PROPRIO QUALCHE GIORNO FA... SULLA QUALE PREFERISCO STENDERE UN VELO PIETOSO... O, FORSE, SAREBBE PIU’ APPROPRIATO STENDESSI UN SUDARIO VERGOGNOSO...

PENSO AL DOTTOR DOMENICO PONE, RICOVERATO IN OSPEDALE, CHE, A NOME DI TUTTO IL PERSONALE SANITARIO ITALIANO OPERATIVO SUL FRONTE DEL CORONAVIRUS, AVEVA DENUNCIATO L’INADEGUATEZZA – USO, VOLUTAMENTE, UN EUFEMISMO, PERCHE’ SIAMO IN QUARESIMA E NON IN QUARANTENA! – E  LA MANCANZA DEI DISPOSITIVI MEDICI PER PROTEGGERSI DA POSSIBILI CONTAMINAZIONI NEL LORO LAVORO...

PENSO ALLE MIGLIAIA DI MORTI, IL CUI NUMERO CRESCE DI ORA IN ORA... E ALLE LORO FAMIGLIE…

PENSO ALLA FRANCIA CHE NON SOLO SI E’ AFFRETTATA A VIETARE LA CLOROCHINA, MA HA, ANCHE, PORTATO LE ORE DI LAVORO SETTIMANALE DALLE 48 ATTUALI A UN MASSIMO DI 60 ORE, COME SE AL CORONAVIRUS SERVISSE UN “AIUTINO” DA PARTE DEL GOVERNO PER PORTARE A TERMINE IL SUO DI “LAVORO”…

PENSO ALL’AMERICA CHE DICE:
“NIENTE RESPIRATORI PER I DISABILI!”
E CONDANNA A MORTE I DISABILI IN QUANTO DISABILI...
AIUTATEMI, PER FAVORE, IO HO UN VUOTO DI MEMORIA, IN QUESTO MOMENTO, E  MI SFUGGE IL NOME DI QUEL CAPO DI STATO TEDESCO CHE ADOTTO’ QUESTA URGENTE “MISURA SANITARIA”, NELLA PRIMA META’ DEL SECOLO SCORSO...

PENSO ALL’EUROPA O PER MEGLIO DIRE ALLA GERMANIA, O PER MEGLIO DIRE ANCORA ALLA DIRETTA DISCENDENTE DI QUEL CAPO DI STATO TEDESCO CUI FACEVO RIFERIMENTO QUALCHE RIGA SOPRA, CHE DICE:
“NIENTE AIUTI UE SENZA SACRIFICI ALL’ITALIA.”

E PENSA CHE TI RIPENSA VI RAVVISO TUTTI GLI ELEMENTI DI UN NUOVO OLOCAUSTO, CON IL QUALE INAUGURARE, AL CONTEMPO, IL NUOVO MILLENNIO E IL NUOVO SECOLO, COME DIREBBE MIO NONNO, CHE ERA UN GRANDE FILOSOFO AUTODIDATTA:
“CON UNA FAVA SI PRENDONO 2 PICCIONI!”
O COME DIREBBE JACQUES ATTALI, LE CUI ORIGINI DOVREBBERO IMPEDIRGLI DI PRONUNCIARE SIMILI PAROLE CHE VENGONO DA MOLTO LONTANO:
“UNA BELLA PANDEMIA PERMETTEREBBE DI FONDARE SU BASI SOLIDE UN VERO GOVERNO MONDIALE!”
COME DIREBBE, ANCORA, MIO NONNO:
“QUESTI ORRORI NASCONO DA UNA SORTA DI CONTAGIO IRRESISTIBILE DEL MALE, MA ANCHE, E, SORATTUTTO, DA UNA CONFUSIONE SEMPRE PIU’ INESTRICABILE TRA GIUSTIZIA E FORZA.
NOI NON DOVREMMO STUPIRCI NEL VEDERE ALCUNI PASSARE DAL RUOLO DI VITTIME A QUELLO DI CARNEFICI, SE L’OCCASIONE E’ PROPIZIA! 
SIAMO ENTRATI NELL’ETA’ DELLA VIOLENZA RIFIUTATA DA CIASCUNO E PRATICATA DA TUTTI, MA RESTIAMO, PIU’ CHE MAI, IN QUELLA DELLA IPOCRISIA. 
DOPO IL COMUNISMO, DOPO IL NAZISMO E LA LOTTA CONTRO IL NAZISMO, DOPO LA BOMBA ATOMICA, DOPO YALTA E LA SPARTIZIONE DEL MONDO, NON VI SARA’ PIU’ CRIMINE CHE NON SI GIUSTIFICHERA’ CON LA GIUSTIZIA, QUELLA DEGLI UOMINI, NATURALMENTE, CHE HA SOSTITUITO QUELLA DI DIO.
SOTTO FORME NUOVE, L’INQUISIZIONE, TANTO VILIPESA, AVRA’ ANCORA E SEMPRE UN BELL’AVVENIRE.
E PER CAUSE CHE CI RENDERANNO MENO BELLI E MENO SANTI, MENO GRANDEZZA E MENO SPERANZA.”

E, ANCHE OGGI, MI RITROVO A NON AVERE PAROLE…
MA SOLO PAROLACCE!

AFFANCULO A QUESTO MONDO DI FALSA UMANITA’, INTERESSATA SOLO AL BUSINESS DELLA MALEFICENZA...
PEGGIORE DELLO STESSO CORONAVIRUS, UN NEMICO SI’, MA LEALE, CHE MOSTRA, DA SUBITO, CON CHI HAI A CHE FARE…

BUONA GIORNATA A TUTTI, NEI LIMITI DEL CONSENTITO E NELL’ATTESA DI UN NUOVO BOLLETTINO DI GUERRA!

Daniela Zini
 


Coronavirus, Bertolaso ricoverato al San Raffaele di Milano: era a casa in auto isolamento

È stato ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano Guido Bertolaso, l’ex capo della protezione civile chiamato dal presidente della Lombardia Attilio Fontana come consulente per il progetto del nuovo ospedale in fiera. Lo si apprende da fonti della Regione. Proprio ieri Bertolaso aveva annunciato di avere la febbre e di essere risultato positivo al Coronavirus.
Ieri era stato lo stesso Bertolaso a comunicare di essere positivo al coronavirus: “Sono positivo al Covid-19. Quando ho accettato questo incarico sapevo quali fossero i rischi a cui andavo incontro, ma non potevo non rispondere alla chiamata per il mio Paese.”

Leggo
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Marzo 2020, 17:09