Diceva Bukowski:
“Avrei potuto anche accontentarmi, ma è così che si diventa
infelici.”
E, invece, oggi, chi
non si accontenta è un “signor no” o peggio ancora un “odiatore”.
Il “non c’è
un’alternativa” è divenuto una fede.
Ci affidiamo a chi ci
giura che potrebbe solo andare peggio.
E, così, siamo in un
Paese in cui ci berremo qualche marchetta televisiva come storico primo passo
di qualche riforma per poi dirci che insomma “Questo c’è, per ora!”.
Strano zibaldone la
Vita!
I nuovi che
invecchiano appena arrivano al comando e da nuovi diventano i migliori
prosecutori degli altri.
E, poi, loro, i nuovi,
dopo avere concimato l’illusione del cambiamento, ci dicono che basta, che non
è più ora di progettare, è ora di fare.
Meglio: di lasciarli
fare!
Una delle poche cose
che ho imparato e mi sono appuntata un po’ ovunque è di diffidare di chi ci
dice che “Non c’è alternativa!”.
Perché di solito, lui,
quello che cerca di convincerci, la conosce già e ha, anche, appreso ad averne
paura.
Buon fine settimana a
tutti!
Quanto a me, ne
approfitterò per staccare la spina del notebook...
Respirare aria pulita
a pieni polmoni...
E liberare le tossine
che intossicano la Mente e il Cuore...
Quando il dolore degli
Altri supera il tuo!
Anche questa è una
forma di contagio che faceva dire a Walt Whitman:
“Non chiedo alla persona ferita come si sente, io stesso divento la
persona ferita.”
Un abbraccio corale…
Daniela Zini

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