mercoledì 25 marzo 2020

“Nel tempo dell’inganno universale dire la Verità è un atto rivoluzionario.” George Orwell di Daniela Zini



“Nel tempo dell’inganno universale dire la Verità è un atto rivoluzionario.”
George Orwell


Questi sono tempi oscuri, in cui la propaganda dell’inganno tocca le nostre vite nella loro interezza. È come se la realtà politica fosse appannaggio di pochi e l’illusione legittimata.
L’era dell’informazione è l’era dei me®dia.
Abbiamo la politica dei me®dia, la censura dei me®dia, la guerra dei me®dia, la sanzione dei me®dia; la distrazione dei  me®dia: una deriva surreale di falsi assunti e di luoghi comuni.
Ma i me®dia non sono là per “venderci” informazione.
Ogni volta che accendiamo un computer o attiviamo un dispositivo digitale – i nostri rosari laici – noi validiamo con un semplice clic il nostro Little Brother, il piccolo compagno esistenziale che accessoriamente ci spia.
La tecnologia meravigliosa è divenuta, al contempo, nostra amica e nostra nemica.
Si conosce tutto di noi, non esiste più vita privata inaccessibile.
Tutte le nostre chiamate e i nostri sms sono tracciabili.
Quando installiamo una applicazione su uno smartphone, noi sappiamo che l’applicazione si arroga il diritto di accedere alla rubrica del telefono, alla localizzazione, al microfono, alla telecamera.
Echelon, che origlia, sistematicamente, alle nostre “porte elettroniche”, era conosciuto dagli Anni Sessanta. Molti lo hanno scoperto attraverso Edward Snowden al telegiornale, ma, ora, tutti ne sono al corrente e, tuttavia, non è accaduto nulla.
Perché?
Joseph Goebbels, l’uomo della propaganda nazista, è stato il primo politico a comprendere la potenza della informazione e della propaganda e a utilizzarla per la costruzione del Drittes Reich.
Sosteneva:

“La propaganda è un’arte, non importa se questa racconti la Verità.”

e suggeriva:

“Ripetete una Menzogna cento, mille, un milione di volte e diverrà una Verità.”

Controllare la stampa, gestire l’opinione pubblica, modificare il pensiero della Società attraverso i mezzi di comunicazione… ecco come si costruisce una Menzogna, che, dopo una brevissima gestazione, inizia a vivere di vita propria e diviene Verità.
Edward Bernays, che è considerato uno dei 100 americani più influenti del Ventesimo Secolo e ha coniato la locuzione pubbliche relazioni, quale eufemismo di propaganda, l’aveva predetto 90 anni fa. Bernays, nipote di Sigmund Freud, emigrato a New York verso la fine del 1800,  fu consulente del governo americano e di alcune tra le più importanti multinazionali statunitensi, amico di Franklin Delano Roosevelt e della First Lady Eleanor, nonostante Felix Frankfurter, giudice della Corte Suprema – anch’egli di origine austro-ebraica – lo accusasse di essere “un avvelenatore professionista dei cervelli della gente”.
In Propaganda, spiega come sia stato proprio l’avvento delle forme di governo democratico e delle cosiddette libertà individuali, unitamente alla industrializzazione, a produrre la necessità oggettiva da parte della Politica e della Economia di governare, ossia manipolare dall’alto, attraverso il subconscio, il pensiero e il comportamento delle masse, sia come elettori sia come consumatori.
Nel 1933, Goebbels rivelò a un giornalista americano che il libro Crystallizing public opinion, pubblicato da Bernays, nel 1923, era stato utilizzato dai nazional-socialisti per le loro campagne politiche. I personaggi politici che hanno reputato indispensabili e fondamentali le tecniche sviluppate da Bernays abbracciano molte generazioni, da Adolf Hitler a Barack Hussein Obama, passando per George Bush.
Secondo Bernays, le masse dovevano essere manipolate da un “governo invisibile” per assicurare la sopravvivenza della Democrazia.
Scrive:

 “Quelli che manipolano il meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere che controlla. Noi siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee sono quasi totalmente influenzate da uomini di cui non abbiamo mai nemmeno sentito parlare. Questo è il logico risultato del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. Un vasto numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuole vivere insieme come società che funziona in modo tranquillo. In quasi tutte le azioni della nostra vita, sia in ambito politico o negli affari o nella nostra condotta sociale o nel nostro pensiero morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento delle masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone.”

La Politica non è lo spazio né della Verità, né della Menzogna.
Non deve accogliere un Assoluto da conservare a ogni costo, né un Vuoto radicale di significato, nel quale tutto è possibile; né un Bene né un Male. Perché, sovente, l’uno si riversa nell’altro.
Una illustre tradizione che, in Età Moderna, nasce in parte da Niccolò Machiavelli e dalla Ragione di Stato, unisce la Politica al Male e teorizza, così, la legalità per il potente di mentire; il Potere politico è segreto, le sue vie e le sue ragioni sono occultate al Popolo, al quale il vero fine dell’azione politica – la potenza – non deve essere rivelato, al contrario, si deve mascherarlo, dissimularlo, rappresentarlo falsamente, come se fosse orientato verso il Bene.
Il Potere è opaco e tale deve restare; non può essere né indagato né criticato, perché supera la comprensione del Popolo, dei Cittadini.
La Modernità Politica si è affermata attraverso la lotta illuminista contro i misteriosi imperi, contro la combinazione di segreto, dissimulazione, menzogna, cui ha opposto la luce della ragione pubblica, capace di indagare e di illuminare queste tenebre. E ciò si è verificato in nome della Libertà, che è anche la Libertà dei Cittadini di non essere ingannati dal Potere e di vivere in uno spazio politico trasparente, pubblico e condiviso.
Ciò non significa che la Menzogna non abiti la Politica Moderna. E non solo perché, sovente, i politici mentono, ma per la ragione più radicale che anche la Politica Moderna si è creduta portatrice di Verità – di una Verità di liberazione contro l’antica oppressione – e che, in nome delle sue certezze assolute, si è sentita legittimata a ogni comportamento – la Menzogna, e anche molto di più – per difenderle e affermarle: la crudeltà dei Totalitarismi del Ventesimo Secolo ne è la testimonianza.
E anche senza entrare negli inferni totalitari – nei quali Verità e Menzogna si riversano continuamente l’una nell’altra – la Menzogna ha contaminato anche la Democrazia; la Politica Moderna ha un nucleo di segreto – la difesa dello Stato, la sua potenza – cui, nonostante sia in contraddizione con la Democrazia, non sa rinunciare, anche al costo della Menzogna di Stato, della falsa rappresentazione del reale.
Si è visto nel contesto imperiale degli Stati Uniti d’America – che hanno mentito per giustificare le loro guerre dal Vietnam all’Iraq – e anche nel più modesto spazio italiano, francese e spagnolo, nel quale la politica degli omissis rispondeva alla stessa logica di salvaguardia, attraverso la Menzogna, del presunto bene superiore dello Stato.
La tragedia della Politica è proprio qui: nella dialettica tra il Segreto del Potere e la Libertà dei Cittadini.
L’Epoca Contemporanea mostra che la Menzogna sposa la Politica anche nella fabbricazione mediatrice di un mondo di favola e nel prodigarlo a platee di Cittadini ridotti a spettatori, che non possono esercitare il diritto di criticare, porre domande, avere risposte; anche l’illusionismo, che trasforma il discorso pubblico in una fiction, è Menzogna.
Ma, oggi, la cronaca ci rivela un nuovo rapporto tra Politica e Menzogna: quello delle menzogne private, a proposito di comportamenti personali reprensibili, che assumono una importanza politica, proprio perché la politica è stata identificata da un uomo, un corpo, un evento personale.
Questa privatizzazione della Menzogna, con effetti pubblici, unisce l’assurdo al tragico, ma viola, egualmente, l’unica Verità cui la Politica Democratica possa aspirare: quella che nasce in una comunità politica del libero confronto di Cittadini liberi da inganni e da manipolazioni.
Mai dire la Verità è stato così urgente.
Con lodevoli eccezioni, coloro che nei me®dia sarebbero pagati per mettere le cose in chiaro sono, ora, assorbiti in un sistema di propaganda che non è più giornalismo, ma anti-giornalismo.
A meno che non siamo disposti a monitorare e ricostruire ogni pretestuosa asserzione, le cosiddette notizie sono divenute inguardabili e illeggibili.
Howard Zinn riferiva di “un potere che i governi non possono sopprimere”.
L’obiettivo di questo “governo invisibile” è quello di conquistarci, conquistare la nostra coscienza politica, il nostro senso del mondo, la nostra capacità di pensare in modo indipendente e di separare la Verità dalla Menzogna.
Si tratta di una forma di fascismo, una parola che usiamo giustamente con cautela, relegandola a un passato intermittente. Ma, oggi, un insidioso moderno fascismo è, oramai, un pericolo crescente.
Come nel 1930, vengono sfornate grandi Verità con la regolarità di un metronomo.
I fanatici sauditi sono buoni.
La Russia ha, sempre, rappresentato il Male.
L’Iran è uno Stato canaglia.
La Cina sta diventando malvagia.
Bombardare la Siria è bene.
Le banche corrotte sono buone.
Il debito corrotto è buono.
La povertà è buona.
La guerra è normale.

Daniela Zini




Non posso più tacere, la rabbia e il dolore sono forti e non voglio e non devo più contenerli. Siamo un paese in emergenza, in guerra. Sì in guerra, i decreti non servono più a nulla, sono confusi, servono a indebolirci e non a rinforzarci. Sono pallottole al sale quando metaforicamente servirebbero quelle vere. Dove siete tutti voi politici salvatori del popolo, dove siete nascosti, con i vostri sorrisi, i proclami e i video ipocriti e inopportuni. Dove sono le signore con le gambe accavallate che spopolavano in tv difendendo o attaccando a destra e a manca ? Dove siete voi che salendo sulle navi pirata avete incensato e legittimato l’aggressione ai nostri militari della Guardia di Finanza. Dove sono le sardine e i centri sociali sempre pronti a scendere in piazza contro e mai per?
Prendete le vostre mascherine, mettetevi una tuta da palombaro e correte a supportare e portare vicinanza ai soldati in prima linea. Sanitari, militari, autotrasportatori, operatori del commercio, volontari e tanti altri che rischiano la vita per tutti noi e anche per voi. Il parlamento è chiuso? Vi riunite due volte a settimana? Siamo in guerra e voi vi nascondete come topi? No, non possiamo accettarlo. Questa volta la misura è colma, penso a coloro che stanno rischiando e combattendo con pochissime armi, a volte addirittura senza. Un popolo si riconosce da chi lo rappresenta, ma io in questo momento non vedo nessuno. Chiudete tutto, lasciando aperti i servizi essenziali per la sopravvivenza, garantendo agli operatori la tutela adeguata. Schierate l’esercito, istituite il coprifuoco, chiudete i confini, i porti, sigillate il nostro paese all’Europa che ci ha lasciati soli e che ci ha presi in giro senza che nessuno dei nostri governati ci abbia difesi. Siamo eccellenza in tutti i campi, cultura, sanità, intelligence, militare ecc. e voi a colpi di decreti a puntate, peraltro confusi e spesso impraticabili, chiusi nelle vostre dimore, nei vostri agi non date l’esempio. Non ho sentito né letto un sacrificio da parte vostra, la rinuncia ai vostri benefici.. dove sono i vostri sacrifici?
Li devono fare sempre i soliti? Prendete in giro artigiani, piccoli imprenditori, gente che fa fatica ad andare avanti e voi che fate per aiutarli a sopravvivere? Spostate la data delle tasse? Ma come ragionate? Come pensate che riusciranno a pagare se sono chiusi e lo saranno ancora per molto senza avere guadagni? Vergogna!!
Siamo rappresentati da un ex partecipante al grande fratello? Questo è quello che meritiamo? No, chiedete unità e cantate l’inno di Mameli ma non ne siete degni. Il popolo lo canta per farsi forza, per sentirsi unito e con un’identità, voi per mettervi in mostra. Un premier non eletto che si presenta con la bandiera europea in bella vista e non con il tricolore per il quale tanto sangue è stato versato dai nostri padri mi strazia. Ora scoprite tutti di essere Italiani a parole, fumo negli occhi per chi muore ogni giorno, ogni ora, ogni minuto da solo, senza il conforto di un familiare. Quanti muoiono a casa? Quanti infettati tra i sanitari, le forze dell’ordine e nel settore commerciale? Siete tutti responsabili di questa che assume i contorni di una strage senza uguali dal dopoguerra. Già la guerra, quella che ho visto con i miei occhi in terre straniere e che mai avrei pensato di poter rivivere nel mio Paese. È il momento dell’unità? Allora ascoltate tutti, munitevi di mascherine e tute e fate squadra, insieme si diventa invincibili. Per il bene del paese mostrate umiltà e collaborazione con tutti. Ognuno può dare un consiglio e un supporto anche se non riveste lo stesso colore politico. È il momento dell’unità, quella vera, per il bene comune. Molti di coloro che attualmente sono al governo non sono stati eletti dal popolo. Siamo mica in dittatura? Cosa mi sono perso? Basta, ora urlo forte il mio dolore, prima che sia troppo tardi..ma forse lo è, obbligate la gente a stare a casa in ogni modo possibile, correre e andare al mare deve diventare in questo momento di emergenza un reato, o siamo tutti assassini. Chi corre per esibire un fisico da statua greca quest’estate, il mare, andando avanti cosi lo vedrà con il binocolo.
Forza non si molla, avanti, non si arretra.
Siamo partiti tutti insieme e torneremo tutti uniti a costo di portare a spalla i nostri feriti macchiando le nostre divise del loro sangue. Non è il momento della brillantina o del rossetto, è l’ora di indossare ognuno la propria divisa e combattere in prima linea dando l’esempio . Sono cattolico, ma chiedo al Santo Padre di elargire non solo con le preghiere il suo aiuto, chiedo perdono a Dio per questo pensiero, ma non posso più stare zitto. Non dormo sentendomi impotente mentre i miei fratelli e le mie sorelle si ammalano e muoiono combattendo. Basta, datevi da fare, basta stare seduti in poltrona e combattete.

Comandante Alfa

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