venerdì 13 marzo 2020

L'Amore al tempo del Coronavirus di Daniela Zini


L’Amore al tempo del
CORONAVIRUS



Antes de que el coronavirus se cerniera sobre nosotros y los besos se volvieran esquivos y las manos se desinfectaran para tocar, y en cada match el Tinder nos redirigiera a las advertencias de la OMS, vi pasar varios artículos titulados, con el facilismo de la época, igual que éste: “El amor en los tiempos del coronavirus”. Sobre todo eran notas a propósito del 14 de febrero en China, sobre no poder salir a cenar con la pareja o darse una escapada romántica en San Valentín. Pero, ¿y si el amor en tiempos del coronavirus tuviera que ver con otra cosa?
Tránsito Ariza, la madre de Florentino Ariza, el protagonista de la famosa novela de García Márquez, solía decir que de lo único que se había enfermado su hijo, “que siempre había tenido la salud de piedra de los enfermizos”, es de cólera. Pero “confundía el cólera con el amor, por supuesto, desde mucho antes de que se le embrollara la memoria”. Hay amores que son como una peste peligrosa, que enferman y matan, claro, pero hay otros que curan y salvan.
A lo que voy es que el amor en los tiempos del coronavirus es complejo, porque es el amor en los tiempos del odio, ese otro virus: ayer quemaron un centro de refugiados en Lesbos. Hace una semana vimos a gente disparando en el mar a gente desesperada. Vimos gasear a los niños, dejarlos a la intemperie, al alcance de la pobreza y de la muerte. ¿Qué podría empeorar con un resfriado?
Pero entonces ocurre esto y ahora, quizá con suerte, algunos aprendan a ponerse en el lugar del otro, ahora que el sistema hace aguas y empieza a enseñar sus pústulas; que sus hogares pueden convertirse en sitios peligrosos, que puedan hacerse así una mínima idea de cómo viven en esos países de los que huye la gente a la que disparan en las costas; cuando Europa no esté a salvo ni donde creía que estaba a salvo; cuando se cierren las fronteras también hacia el otro lado; cuando escasee el alimento donde siempre hubo todo; cuando se enfermen ellos, sus hijos o mueren sus padres porque llevan años torpedeando el Estado de bienestar.
Si hay algo que ayer me hizo pensar que no todo está perdido son las reacciones amorosas y solidarias a la epidemia, las redes de cuidados en el barrio, las vecinas, las familias, los amigos y las militancias diversas, especialmente de mujeres y migrantes, que se han activado inmediatamente después de conocerse el alcance del virus en varias ciudades, las cancelaciones y cierres, para darse apoyo mutuo. De pronto, gente que se ofrece a cuidar a la abuela enferma, a los niños que se han quedado sin cole, a hacer la compra, a dar apoyo psicológico y emocional ante la creciente ansiedad.
Ojalá menos privilegiados dando ese espectáculo bochornoso de arrasar y desabastecer las tiendas de comestibles para almacenar en sus búnkers. Ojalá menos medidas de urgencia clasistas que desconocen la realidad de las familias trabajadoras y precarias. Y más gente ofreciéndose a velar por tantas migrantes y sus hijos, que cuidan sin contrato, sin papeles, sin nada, expuestas a enfermarse sin tener derechos laborales ni redes familiares. Ojalá esto sirva para que se den cuenta de todo el trabajo invisible que subyace al ruido imparable de la maquinaria que hoy desacelera. Que la crisis económica que se avecina no la paguen las mismas de siempre. Y el cementerio de la peste se convierta en el cementerio de las rosas.
Se me ocurre que en estos días, como los personajes de Gabo, podríamos tratar intencionalmente de confundir un poco el coronavirus con el amor o con la posibilidad del amor. O que la peste, la infección, el contagio, sean una oportunidad para contagiarnos cosas mejores.
¿Y si el amor en los tiempos del coronavirus fuera esto?




DICEMBRE 2019

28 DICEMBRE
Li Wenliang condivide su Weibo [https://www.weibo.com/u/1139098205?is_hot=1#_loginLayer_1584208510187] il video dell’uccisione della dottoressa Yang Wen del Civil Aviation General Hospital in Beijing, il 24 dicembre 2019:
狱空荡,恶魔人间!杨文医生的同事讲出了其被杀的全过程

30 DICEMBRE
In Cina, il 30 dicembre, Li Wenliang, un oculista presso il Wuhan General Hospital of Guangzhou Military Command of PLA, condivide un post su WEIBO, che annuncia la promozione di un nuovo smartphone OPPO Qualcomm-powered Dual Mode 5G, per portare l’esperienza del 5G ai consumatori locali e accelerare l’adizione della tecnologia nel mondo. Lo Smartphone 5G Dual Mode verrà lanciato in ulteriori mercati nel mondo, nel corso dei mesi successivi. Questo è un nuovo passo nella diffusione del 5G di OPPO nel mondo, iniziato con la commercializzazione di OPPO Reno 5G. Alen Wu, OPPO Vice president, ha indicato in un’intervista che tutti i telefoni OPPO, che verranno lanciati, nel corso del prossimo anno, con un prezzo superiore a 3.000 RMB, nel mercato cinese, avranno il 5G.
In Italia, lo scorso 18 luglio, OPPO ha lanciato il primo telefono 5G, contribuendo alla crescita di questa nuova tecnologia nel mercato italiano.
Il 31 ottobre, China Telecom, China Mobile e China Unicom, i tre principali operatori hanno lanciato i servizi 5G, segnando ufficialmente il lancio dei servizi 5G, in Cina [https://www.weibo.com/p/1005051139098205/home?from=page_100505&mod=TAB&is_hot=1#_loginLayer_1584206848839].
Li Wenliang scrive, altresì, dell’epidemia esplosa nel mercato del pesce di Wuhan, per avvertire i suoi colleghi di prestare massima attenzione e proteggersi.


GENNAIO 2020

In Cina, all’inizio del gennaio del 2020, la maggioranza dei cinesi è, ancora, al lavoro e immersa nei preparativi della Festa di Primavera [春節, ] o Capodanno Lunare [農曆新年, 农历新年] e non sa che un nuovo tipo di coronavirus sta imperversando, tranquillamente, a Wuhan, una grande città della Cina Meridionale.

3 GENNAIO
Il 3 gennaio, Li Wenliang viene convocato dalla polizia locale per “aver pubblicato dichiarazioni false su Internet” e viene, severamente, ammonito. Firmerà, quindi, una dichiarazione con la quale “si impegna a non continuare in attività illegali”, che gli consente di poter continuare a lavorare in ospedale.
Al contempo, le autorità di Wuhan, che cercano di impedire “il diffondere delle voci”, segnalano che 8 persone sono state convocate, per avere diffuso informazioni false via Internet, senza alcuna verifica, causando un impatto sociale negativo.
Li Wenliang è, appunto, uno degli 8 “trasgressori”.

8 GENNAIO
Li Wenliang visita un paziente anziano, che, il giorno successivo, presenta febbre e sviluppa sintomi di polmonite. Li Wenliang sospetta, fortemente, che questo paziente soffra del nuovo tipo di polmonite.

10 GENNAIO
Li Wenliang inizia ad avere i primi sintomi della polmonite e viene ricoverato nel reparto di terapia intensiva.

10 GENNAIO
In Giappone, viene registrato il primo caso di coronavirus. È un trentenne rientrato, qualche giorno prima, da Wuhan.

19 GENNAIO
In Francia, viene registrato il primo caso, in Europa, di contagio da coronavirus [https://www.24heures.ch/monde/premiers-cas-coronavirus-europe/story/20938174].

20 GENNAIO
La Cina riconosce, finalmente, la grave situazione dell’epidemia virale e attua la chiusura di Wuhan.

21 GENNAIO
Negli Stati Uniti, un uomo di 33 anni, che si era rivolto ai servizi sanitari, il 19 gennaio, e aveva soggiornato a Wuhan, da dove era tornato, il 15 gennaio, è ricoverato non lontano da Seattle [Costa Ovest degli Stati Uniti] e riconosciuto positivo [https://www.24heures.ch/monde/premiers-cas-coronavirus-europe/story/20938174].

24 GENNAIO
Negli Stati Uniti, è registrato il caso di un sessantenne arrivato da Wuhan, il 13 gennaio, e residente a Chicago [https://www.24heures.ch/monde/premiers-cas-coronavirus-europe/story/20938174].

24 GENNAIO
Il 24 HEURES titola:
UN TROISIEME CAS DE CORONAVIRUS EN FRANCE
In Francia, sono, così, confermati i primi tre casi di coronavirus in Europa, quel venerdì [https://www.24heures.ch/monde/premiers-cas-coronavirus-europe/story/20938174].

24 GENNAIO
In Giappone, viene registrato un secondo caso, un quarantenne residente a Wuhan, arrivato, il 19 gennaio, in Giappone, con febbre dal 14 gennaio [https://www.24heures.ch/monde/premiers-cas-coronavirus-europe/story/20938174].

27 GENNAIO
La Germania, secondo Paese europeo, registra il primo csaso di coronavirus: un quadro trentatreenne della WEBASTO.

28 GENNAIO
In Germania, dopo che l’intero gruppo di collaboratori, che era entrato in contatto con il manager di 33 anni della WEBASTO, era stato sottoposto a controlli, altri 3 dipendenti della stessa WEBASTO [un uomo di 27 anni, un altro di 40 anni e una donna di 33 anni] risultano positivi e vengono ricoverati a Schwabing. Salgono, così, a 4 i casi ufficialmente confermati dalle autorità sanitarie bavaresi. I controlli vengono estesi ai loro familiari e conoscenti: in tutto a 170 persone.

30 GENNAIO
In Germania, un altro dipendente della WEBASTO è positivo al test.  

31 GENNAIO
In Italia, a Roma, una coppia di turisti cinesi di 66 e 67 anni originari della provincia di Hubei e sbarcati, il 23 gennaio, all’Aeroporto di Milano-Malpensa e che sono in visita alla Capitale su un autobus turistico, risultano positivi per il virus SARS-CoV-2 e sono ricoverati presso l’Istituto Nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani.
Il governo italiano ha sospeso tutti i voli da e per la Cina e dichiara lo stato di emergenza.

31 GENNAIO
In Gran Bretagna, vengono confermati 2 casi di coronavirus a Newcastle. 

31 GENNAIO
131 12:14 来自 困家庭iPhone 11 Pro Max
大家好,我是武汉市中心医院眼科医生李文亮。1230日,我看到一份病人的检测报告,检出SARS冠状病毒高置信度阳性指标,出于提醒同学注意防护的角度,因为我同学也都是临床医生,所以在群里发布了消息说诊了7SARS”。消息发出后,13日,公安局找到我并签了训诫书。之后我一直正常工作,在接诊了新冠病毒肺炎患者后,110号我开始出现咳嗽症状,11发热,12号住院。     时候我还在想通报怎么还在说没有人传人,没有医护感染,后来住进了ICU,之前做了一次核酸检测,但一直没出结果。经过治疗最近又进行一次检测,我的核酸显示为阴性了,但目前仍然呼吸困难,无法活动。我的父母也在住院中。     在病房里,我也看到很多网友对我的支持和鼓励,我的心情也会轻松一些,谢谢大家的支持。在此我想特别澄清,我没有被吊销执照,请大家放心,我一定积极配合治疗,争取早日出院! 2·汉市中心医院

Il 31 gennaio, Li Wenliang scrive su Weibo che, il 30 dicembre, un paziente è risultato positivo al coronavirus SARS e raccomanda ai suoi colleghi di prestare attenzione e di proteggersi. Riferisce che “7 casi di SARS sono stati confermati” e che, dopo la notizia, il 3 gennaio, la polizia gli ha fatto firmare una dichiarazione cautelativa, per poter riprendere il lavoro. Dopo avere visitato un paziente affetto da polmonite da coronavirus, il 10 gennaio, inizia ad avere tosse e, l’11, la febbre. Il 12 gennaio, viene ricoverato nell’Ospedale Centrale di Wuhan, in terapia intensiva.
L’ultimo test dopo il trattamento è negativo, l’acido nucleico non è presente, ma ha ancora difficoltà a respirare e non riesce a muoversi.
Anche i suoi genitori sono in ospedale.






FEBBRAIO

1 FEBBRAIO
Il 1° febbraio, Li Wenliang,  scrive:
21 10:41 来自 iPhone户端
今天核酸检测结果阳性,尘埃落定,终于确诊了[二哈] 2·武汉市中心医院 ​​​​
“Il risultato odierno del test di acido nucleico è positivo, la polvere si è depositata e la diagnosi è, infine, confermata.”,
I tests precedenti erano stati tutti negativi, ma non l’ultimo test.
Il post di Li Wenliang è stato, immediatamente, oggetto di migliaia di commenti. Alcuni lo descrivono come un eroe, ma lui si preoccupa solo della situazione nazionale in Cina, che si riflette nella sua esperienza.
“In futuro, se i medici troveranno segni di malattie infettive, saranno ancora più spaventati e non oseranno allertare tempestivamente.”,
commentano alcuni e altri:
“La Cina ha bisogno di decine di milioni di Li Wenliang per avere un ambiente di salute pubblica più sicuro.”
Li Wenliang riporta alla memoria la figura di Carlo Urbani, medico e microbiologo che, per primo, identificò la SARS [Severe Acute Respiratory Syndrom] o polmonite atipica, che tra il 2002 e il 2003, infettò 8.465 persone e causò 801 vittime accertate, tra cui lo stesso dottor Urbani.
In Cina, Li Wenliang, che sta, ancora, ricevendo cure nel suo letto, racconta su WEIBO di essere stato convocato dalla polizia. Carica, anche, una foto della dichiarazione rilasciata alla Stazione di Polizia di Wuhan. Anche i suoi genitori, contagiati dal coronavirus, vengono ricoverati in ospedale

2 FEBBRAIO
In Italia, a poco meno di 48 ore dal ricovero dei due turisti cinesi, il coronavirus è stato isolato presso l’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma. Un successo che fa ben sperare in nuove possibilità per la cura e che riempie di orgoglio l’Italia. Dieci giorni prima 2019-nCoV era stato isolato in Cina, ma, spiegano i ricercatori italiani, i colleghi cinesi non lo avevano messo a disposizione. L’isolamento è stato effettuato anche in Australia e presso l’Istituto Pasteur, in Francia [https://www.repubblica.it/cronaca/2020/02/02/news/coronavirus_virus_ultime_notizie_spallanzani-247384310/].

3 FEBBRAIO
In Italia, vengono rimpatriati da Wuhan, con l’aereo KC-767A del 14° Stormo dell’Aeronautica Militare, 56 dei 67 cittadini italiani residenti a Wuhan – 10 hanno deciso, volontariamente, di restare in Cina, mentre uno con la febbre non è stato fatto imbarcare –. Tra i 56 che sono stati rimpatriati ci sono anche 4 bambini e un neonato. I passeggeri non presentano sintomi di contagio dal coronavirus, ma una volta sbarcati verranno sottoposti a controlli medici in un centro di primo soccorso allestito nell’aeroporto e, in caso di segni di contagio, verranno trasferiti allo Spallanzani. Tutti quelli che risulteranno negativi verranno invece portati nella cittadella militare della Cecchignola, quartiere alla periferia sud di Roma, dove rimarranno in quarantena per due settimane all’interno del Centro olimpico dell’esercito [http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Coronavirus-Wuhan-aereo-per-il-rimpatrio-degli-italiani-atteso-il-2-febbraio-f5a5758e-f160-42ca-a104-6c5ff172deea.html, https://www.ilpost.it/2020/02/03/italiani-quarantena-coronavirus-cecchignola/].

3 FEBBRAIO
In Germania, i casi accertati sono 12, tra i quali il figlio di un dipendente WEBASTO rimasto contagiato e 2 dei 120 cittadini tedeschi rimpatriati dalla Cina. Salgono, così, a 7 i dipendenti della WEBASTO [2 in Cina e 5 in Germania], che hanno contratto il virus dopo che una collega cinese ha visitato la loro struttura.
La WEBASTO blocca, pertanto, ogni ulteriore volo da e verso la Cina.
La WEBASTO decide, altresì, di estendere la chiusura del quartier generale, fino all’11 febbraio, anche se una ventina di dipendenti accettano, su base volontaria, di tornare al lavoro a Stockford, dal 4 febbraio.
Stessa decisione è presa da KraussMaffei Group, acquisito, nel 2016, da ChemChina, gruppo che, in Italia, controlla Pirelli, che ha avviato tests tra i propri dipendenti e chiuso per pulire e disinfestare gli impianti di Wuhan, che resteranno chiusi, fino ad  almeno il 14 febbraio, e il quartier generale di Stockdorf.
La situazione ha creato panico nella città di Stockdorf, dove si trova lo stabilimento della WEBASTO, una società a conduzione familiare, che, con i suoi 13.500 dipendenti, è rappresentata in tutto il mondo
 

Il presidente del consiglio di amministrazione del gruppo WEBASTO, Holger Engelmann, invita i responsabili di strutture educative e asili nido a contattare i Ministeri della Cultura o della Salute per sapere come affrontare la situazione.
“Stiamo ricevendo sempre più notizie dai dipendenti che loro e le loro famiglie, che non fano parte del gruppo a rischio, vengono rifiutati da istituzioni, società o negozi se si scopre che lavorano per WEBASTO.”
“Comprendiamo che la situazione attuale è incerta e anche un po’ spaventosa, ma questo è un onere enorme per le famiglie dei nostri dipendenti.”,
Volkmar Denner, CEO di BOSCH, rimarca che, a Wuhan, BOSCH ha 2 stabilimenti con circa 800 dipendenti.
E, mentre Pechino valuta se chiedere a Washington di rinviare l’entrata in vigore dell’accordo commerciale di Fase Uno, appena siglato dopo un anno e mezzo di braccio di ferro, per l’impatto che il coronavirus sta causando: un calo dei consumi petroliferi di almeno 3 milioni di barili, al giorno, a causa della chiusura di impianti produttivi, uffici e negozi; anche la Cina fuori della Cina inizia a fare i conti con il coronavirus: Magna International, Inteva Products, Honda, Renault, Starbucks, McDonald’s, Peugeot, Cosmos Machinery Enterprises.

6 FEBBRAIO
Viene confermato positivo uno degli italiani rimpatriati, dichiarato poi guarito il 22 febbraio.

6 FEBBRAIO
Il Frecciarossa 9595 Milano-Salerno, con a bordo 28 passeggeri oltre al personale viaggiante di Trenitalia, deraglia sulla linea alta velocità nei pressi della Stazione di Livraga, vicino a Lodi. Nella zona erano in corso dei lavori di manutenzione della linea. Morti i due macchinisti, 27 i feriti, 2 dei quali trasportati in Ospedale in codice giallo.
In prima linea all’alba, vi è il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Lodi, Giuseppe Di Maria e il personale del comando provinciale di Lodi e del distaccamento volontario di Casale Monferrato, poi, supportato da squadre in arrivo da Piacenza e Milano.
Operano 25 unità e 7 mezzi.
Infine, intervengono gli operatori milanesi del Nucleo investigativo territoriale, per effettuare video e rilievi specifici necessari all’indagine della Procura.
Il 13 febbraio, l’amministratore delegato di ALSTOM FERROVIARIA Michele Viale risulta indagato dalla procura di Lodi per l’incidente a Ospedaletto Lodigiano.  Si tratta del settimo indagato, dopo i cinque addetti alla manutenzione con l’ipotesi di reati colposi e dopo l’azienda RFI, indagata per responsabilità amministrativa. La società avrebbe prodotto una parte dell’attuatore dello scambio, incriminato di aver causato l’incidente, sul quale i consulenti della procura hanno evidenziato un’anomalia elettrica.
Il 20 febbraio, si aggiungono, nell’inchiesta sul deragliamento del treno a Ospedaletto Lodigiano, 12 nuovi indagati, tra i quali vi è anche l’ad di RFI, Maurizio Gentile, già sotto inchiesta anche per l’incidente ferroviario di Pioltello, 6 dipendenti di ALSTOM FERROVIARIA e 5 di Rfi. [https://tg24.sky.it/cronaca/2020/02/23/treno-deragliato-lodi-accertamenti.html]
“Chi viaggia in treno desidera una sola cosa: raggiungere la propria destinazione in orario e nel massimo comfort. Il controllo del clima gioca un ruolo fondamentale. Ma oltre alla soddisfazione dei passeggeri, ci sono altri fattori persino più determinanti, come l’efficienza, la sostenibilità e il risparmio energetico. Vi portiamo oltre con un’innovativa tecnologia di riscaldamento per veicoli ferroviari.”,
si legge sul sito della WEBASTO.
  #1226 Messaggio da E412 » gio 20 feb 2020 17:49
L’ultima volta che hanno lasciato un WEBASTO acceso in trasferimento “per fare prima e trovare la macchina già preriscaldata” hanno dato fuoco alla macchina e tentato di arrostire una stazione. Spero che la cosa sia servita da lezione e non rifacciano la stessa cappellata.
Peraltro non vedo tutta questa fretta per far uscire la macchina, non si tratta di una richiesta di riserva in linea ma di un intervento spalmato su più giorni. Se arrivano 30 minuti dopo [o si preparano 30’ prima] non cambia molto.

21 FEBBRAIO
In Italia, viene registrato il primo caso di coronavirus, in Lombardia. È un trentottenne di Codogno, in provincia di Lodi, che si è presentato, giovedì 20 febbraio, al pronto soccorso dell’Ospedale con problemi respiratori. Secondo le prime indiscrezioni, l’uomo sarebbe stato a cena con un amico rientrato dalla Cina, verso la fine di gennaio, in un locale di Milano.  Il paziente, la moglie incinta e un amico sono risultati positivi.
Altri tre casi sono stati confermati, lo stesso giorno, dopo che i pazienti hanno riportato sintomi di polmonite.
Dopo questi casi, sono state eseguite verifiche e controlli approfonditi su tutte le persone che erano state eventualmente in contatto o nelle vicinanze dei soggetti infetti.
Vengono confermati altri 16 casi [14 in Lombardia, 2 in Veneto].

21 FEBBRAIO
Picco di contagi di coronavirus in uno degli Ospedali del centro di Pechino, dove sono stati registrati 36 casi accertati. Tra i nuovi contagi all’Ospedale Fuxing nel distretto centrale di Xicheng, vi sono 8 dipendenti del personale sanitario, 9 addetti alle pulizie e 19 pazienti, ricoverati assieme ai familiari. Al caso dell’ospedale Fuxing si aggiunge quello dell’Ospedale dell’Università di Pechino, dove, il 17 febbraio scorso, sono stati confermati 3 casi di contagio, tra persone di una stessa famiglia, e altre 164 persone in contatto con i malati sono state messe in osservazione. I 2 nuovi casi hanno fatto schizzare i dati del distretto di Xicheng, di dimensioni inferiori rispetto a quelle di altre aree più estese della capitale cinese e con una popolazione di 1,14 milioni di abitanti su oltre 20 milioni totali. Xicheng, oggi, secondo quanto scrive il tabloid Global Times, è al secondo posto in tutta la Cina per “densità di contagio”, ovvero per numero di persone contagiate per chilometro quadrato, dietro soltanto a Wuhan, la città della Cina interna da dove si è diffuso il coronavirus. Secondo i dati delle autorità sanitarie della capitale cinese, diffusi su WeChat, dall’inizio dell’epidemia in tutta Pechino sono 396 i casi confermati di contagio [53 dei quali nel distretto di Xicheng], e quattro pazienti sono morti [https://www.agi.it/estero/news/2020-02-21/coronavirus-cina-pechino-7155351/].

22 FEBBRAIO
In Italia, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte presiede la riunione del Comitato Operativo sul Coronavirus presso il Dipartimento della Protezione Civile. Al vertice partecipano il capo del Dipartimento della Protezione Civile commissario straordinario Angelo Borrelli, il ministro della salute Roberto Speranza, il ministro degli affari esteri Luigi Di Maio e il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli.

22 FEBBRAIO
In Italia, un secondo paziente contagiato da coronavirus muore in Lombardia.

23 FEBBRAIO
In Italia, il dermatologo Angelo Marzano del Policlinico di Milano, ricoverato all’Ospedale Sacco, da alcuni giorni, per una polmonite è risultato positivo al test del coronavirus. Il professore era stato all’estero, una ventina di giorni, per due convegni in Grecia e in Germania. Al ritorno, accusa i primi sintomi. Dopo essere stato in ospedale per due giorni, durante i quali ha contatti con alcuni specializzandi, viene visitato all’Ospedale Sacco di Milano, dove è ricoverato per polmonite [https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/03/12/coronavirus-medico-milano-guarito-non-escludo-averlo-preso-germania_pJ4FEA4MEsqHk3TUG0pW2N.html,

23 FEBBRAIO
In Italia, una donna di 68 anni, che soffriva di cancro, muore a Crema, divenendo la terza vittima italiana del coronavirus.

24 FEBBRAIO
In Italia, muoiono un uomo di 84 anni di Bergamo, uno di 88 anni di Caselle Landi e due uomini di Castiglione d’Adda,  rispettivamente di 80 e 62 anni, tutti avevano patologie pregresse.

25 FEBBRAIO
In Italia, i casi in Emilia-Romagna salgono a 23, diffusi tra le province di Piacenza, Parma e Modena, ricondotti al focolaio lombardo.

27 FEBBRAIO
In Italia, viene battuta un’agenzia ADNKRONOS:
Coronavirus, treno deragliato: chi era sul posto deve informare ASL
Sul luogo del deragliamento del Frecciarossa 9595 Milano-Salerno, con a bordo 28 passeggeri oltre al personale viaggiante di Trenitalia,  tra Casaletto Lodigiano e Livraga, erano presenti numerose persone, dai tecnici delle Ferrovie agli uomini del Comando Provinciale di Lodi e del Distaccamento Volontario di Casale Monferrato, alle squadre da Piacenza e da Milano. Avevano operato 25 unità e 7 mezzi ed erano, da ultimo, intervenuti gli operatori milanesi del Nucleo investigativo territoriale, per effettuare video e rilievi specifici necessari all’indagine della Procura. Anche Fontana si era recato sul luogo dell’incidente, immediatamente dopo il sinistro, facendo, poi, visita ad alcuni feriti presso l’Ospedale di Lodi.
Allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19 e tenuto conto del carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e dell’incremento dei casi anche sul territorio nazionale, dopo una riunione del Comitato Operativo, nella sede del Dipartimento della Protezione Civile, il Consiglio dei Ministri, aveva approvato il Decreto Legge 23 febbraio 2020, n. 6,  che introduceva misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019.
“In attuazione dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, e per le finalità di cui al medesimo articolo, gli individui che dal 1° febbraio 2020 sono transitati ed hanno sostato nei comuni di cui all’allegato 1 al presente decreto”, ovvero quelli del lodigiano e padovano definiti comunemente zone rosse, “sono obbligati a comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, ai fini dell’adozione, da parte dell’autorità sanitaria competente, di ogni misura necessaria, ivi compresa la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.”

28 FEBBRAIO
In Francia, un primo caso di coronavirus è registrato tra il personale dell’Aeroporto di Roissy-Charles-de-Gaulle. Il gestore dell’aeroporto affermava, fino alla mattina di venerdì 28 febbraio, che non vi fosse alcun malato tra i 90.000 dipendenti, diretti o indiretti, che lavorano sulle piattaforme. 
Nell’ultimo mese e mezzo, da quando è scoppiata l’epidemia, l’Aeroporto di Roissy-Charles-de-Gaulle, che vede passare, ogni giorno, 230.000 passeggeri, non ha installato i misuratori di temperatura per rilevare eventuali casi di coronavirus, perché “il ministero della salute li considera superflui”, nonostante proprio in Francia, il 19 gennaio 2020, sia stato registrato il primo caso di coronavirus in Europa [https://www.24heures.ch/monde/premiers-cas-coronavirus-europe/story/20938174, https://www.lemonde.fr/economie/article/2020/02/28/a-roissy-et-a-orly-adp-n-a-pas-decele-de-cas-de-contamination-parmi-les-personnels_6031191_3234.html].


MARZO 2020

8 MARZO
In Italia, muore, nella notte tra sabato 7 e domenica 8 marzo, Giorgio Rosso, il settantunenne ex-comandante dei Vigili Urbani di Casale Monferrato. L’uomo, che era malato da tempo di mesotelioma, aveva contratto il coronavirus. Dopo il pensionamento, era divenuto volontario della Croce Rossa.






Nessun commento:

Posta un commento