IO NON CI STO!
ORA IL PREMIER CONTE E’ ORDINARIO DI DIRITTO PRIVATO I E DI DIRITTO PRIVATO
II NELLA FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA DELL’UNIVERSITA DI FIRENZE E DOCENTE DI
DIRITTO PRIVATO NELLA FACOLTA’ DI ECONOMIA DELL’UNIVERSITA’ LUISS DI ROMA,
QUINDI IL DIRITTO COSTITUZIONALE LO CONOSCE E MOLTO BENE, MA COME SI SPIEGA “una
modificazione tacita della Costituzione ovvero una sostanziale manipolazione
dell’architettura costituzionale favorita da situazioni contingenti: la prima
volta con la nascita del suo secondo Governo che ha determinato una frattura
nel rapporto tra Costituzione formale e Costituzione materiale giustificato
dalla ritenuta l’impraticabilità di elezioni politiche anticipate per l’imminenza
della sessione di bilancio; la seconda volta con una vera e propria alluvione
di decreti presidenziali attuativi dei vari decreti legge emanati per
fronteggiare l’emergenza Covid-19 ma capaci di comprimere libertà e diritti
fondamentali come la libertà personale, di circolazione, di riunione, di culto
riconosciuti e garantiti dalla Costituzione”?
IN QUESTO PAESE DOVE SI ENTRA E SI ESCE SENZA CHE NESSUNO TI CHIEDA CHI SEI
E DOVE VAI E DOVE CI SI SENTE LIBERI DI ATTRACCARE DOVE PIACE, PER
SOVRAMMERCATO, ADESSO, AGLI ITALIANI SI VUOLE METTERE, ANCHE, IL BRACCIALETTO
ELETTRONICO COME SE FOSSERO DEI CRIMINALI.
CHISSA’ COSA NE PENSA ANDREA SCANZI CHE HA DATO 9 AL PREMIER PER LA
GESTIONE DELL’EMERGENZA, UNA SETTIMANA FA, NEL CORSO DELLA TRASMISIONE
CONDOTTA DA LILLI GRUBER [ https://www.youtube.com/watch?v=Roi7sVdhGFQ
], E CHE NON PIU’ IN LA’ DI 2 MESI FA ERA QUELLO CHE DICEVA: “Ma quanto
deve andare avanti questo delirio collettivo?” “su questo cazzo di coronavirus”
[https://www.youtube.com/watch?v=Dx3hqNkUbks&t=78s&fbclid=IwAR3-cEh4CFYidHVX0ophJaqFXSnN_teUy6BGVYlhQg9H4O4qM9xrFbVFoD4].
IO NON CI STO!
Daniela Zini
Vi è un uomo solo al comando in Italia: non indossa la
maglia biancoceleste ma eleganti abiti con tanto di pochette; non è un airone
che plana maestoso sul traguardo della Cuneo-Pinerolo ma un miracolato
inchiodato alla poltrona di Palazzo Chigi dalla paura di nuove elezioni o da
altri inconfessabili motivi; il suo nome non è Fausto Coppi ma Giuseppe Conte,
un avvocato che ha assunto la guida del Governo con la stessa nonchalance con
la quale si accetta il patrocinio di una qualsiasi controversia legale non
essendo né leader di partito né uomo politico in qualche modo legittimato dal
voto popolare.
Per ben due volte, il personaggio in questione ha
determinato una modificazione tacita della Costituzione ovvero una sostanziale
manipolazione dell’architettura costituzionale favorita da situazioni
contingenti: la prima volta con la nascita del suo secondo Governo che ha
determinato una frattura nel rapporto tra Costituzione formale e Costituzione
materiale giustificato dalla ritenuta l’impraticabilità di elezioni politiche
anticipate per l’imminenza della sessione di bilancio; la seconda volta con una
vera e propria alluvione di decreti presidenziali attuativi dei vari decreti
legge emanati per fronteggiare l’emergenza Covid-19 ma capaci di comprimere
libertà e diritti fondamentali come la libertà personale, di circolazione, di
riunione, di culto riconosciuti e garantiti dalla Costituzione.
E’ opportuno chiedersi se questo “diritto emergenziale”
si collochi nell’alveo della legalità costituzionale e se, di fatto, si sia
creata una distorsione nel delicato equilibrio tra i poteri dello Stato.
La Costituzione non positivizza lo stato di emergenza
anche se fa riferimento a casi di necessità e urgenza (art. 13, comma 3; art.
21, comma 4; art. 77) ma all’art. 78 prevede che le Camere deliberano lo stato
di guerra e conferiscono al Governo non i poteri assoluti ma i poteri necessari
significando che nel caso estremo di guerra, nel quale è necessario assumere
decisioni immediate, è il Parlamento a individuare e autorizzare le misure che
l’esecutivo potrà legittimamente adottare al fine di rimanere nell’ambito della
legalità costituzionale.
In linea di principio, il termine “emergenza” fa
riferimento a situazioni di fatto improvvise e imprevedibili di pericolo ma non
comprende le misure necessarie per fronteggiarla efficacemente.
Nel caso del coronavirus ben difficilmente si può
parlare di emergenza improvvisa e imprevedibile poiché il primo focolaio si è
verificato in Cina lo scorso dicembre; a gennaio l’opinione pubblica italiana
era già al corrente della minaccia incombente; il 30 gennaio l’O.M.S. ha
annunciato l’emergenza sanitaria globale; il 31 gennaio il Governo ha
dichiarato lo stato di emergenza ma solo il 23 febbraio ha adottato il primo
decreto legge per la gestione dell’emergenza epidemiologica.
Stando così le cose il Governo aveva tutto il tempo
necessario per salvaguardare il principio di legalità costituzionale
richiedendo all’organo rappresentativo della sovranità popolare, ovvero al
Parlamento, il conferimento dei poteri strettamente necessari per contrastare
un’emergenza che si sarebbe inevitabilmente verificata e prevedendo, al tempo
stesso, forme di controllo sull’adeguatezza, la proporzionalità, la
temporaneità, l’efficacia erga omnes delle misure adottate (non dimentichiamoci
che le ONG sono libere di circolare e far sbarcare impunemente i cosiddetti
naufraghi) che al momento sono addirittura escluse visto il ricorso, da parte
dell’esecutivo, alla questione di fiducia nella conversione dei decreti legge e
all’utilizzo dello strumento attuativo dei DPCM sottratti allo scrutinio del
Parlamento, del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale stante
la loro natura di atti amministrativi.
E a questo punto il cerchio è chiuso e la manovra del
premier tirato fuori dal cilindro del prestigiatore è degna di uno stratega
come il prussiano Von Clausewitz: a fine gennaio dichiara l’emergenza, a fine
febbraio adotta il primo di tanti decreti legge generici e usa i DPCM per
imporre vincoli più stringenti limitativi di libertà e diritti fondamentali
sottratti ad ogni forma di controllo.
L’uomo solo al comando si è preso i “pieni poteri” che
la Costituzione non prevede e non tollera nemmeno nei casi di guerra e agli
italiani, dopo il diritto di voto, è stata sottratta anche la libertà.
Scenari Economici, Giuseppi, un uomo solo al comando, di Mimmo Caruso, 21 aprile 2020 [https://scenarieconomici.it/giuseppi-un-uomo-solo-al-comando-di-mimmo-caruso/?utm_medium=push&utm_source=onesignal].
Scenari Economici, Giuseppi, un uomo solo al comando, di Mimmo Caruso, 21 aprile 2020 [https://scenarieconomici.it/giuseppi-un-uomo-solo-al-comando-di-mimmo-caruso/?utm_medium=push&utm_source=onesignal].
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